venerdì 15 giugno 2018

Un’app per riflettere


Un'app per riflettere, narrazione di Mimmo Parisi


Molti sono convinti che la libertà o la giustizia, debbano giungere da qualche parte. Stanno lì ad attendere. Pensano di essere persone giuste in mezzo ad altri milioni di persone giuste. Vorrebbero, quindi, essere riconosciuti come ‘uguali’. Ma l’eguaglianza, la giustizia e la libertà non le passano la mutua. Se le vuoi te le devi prendere. E, prima di agire, bisognerebbe fermarsi un attimo: per riflettere, per avanzare un dubbio. Ci vorrebbe un’app per superare il gap.
I due ragazzi guardavano lontano. Appoggiati alla grossa pianta di fiori ospitata in un grosso vaso parlavano di un grosso futuro. I viaggiatori uscivano ed entravano come mosche affamate di miele.
– Be’, di sicuro il sud questa volta non ha da lamentarsi: se il colosso di Cupertino, Apple, ha deciso di aprire la Developer Academy a Napoli è, per loro napoletani, una grande occasione!
– E lo è anche per noi. Pazienza se da Milano dobbiamo spostarci nella città di Partenope.
– Già. Mi è costato salutare Barbara. Aveva le lacrime agli occhi, tuttavia, io mi sento un inventore di app. E la scuola più accreditata in Italia dove imparare e inventare programmi, applicazioni, interfacce grafiche, etc, è il centro napoletano. Gliel’ho detto alla mia ragazza…
– È stato lo stesso per me, con Mina. Non riuscivo a convincerla della bontà della mia scelta.
– Con Mina, ma è la tua gattina!
– E allora?
– Dai, io parlavo di Barbara. Non puoi pensare che siano la stessa cosa!
Si zittirono per pochi secondi. Poi il casus belli 'Barbara versus Mina' fu abbandonato fra le onde del non chiarito.
– Carlo, dimmi la verità: tu ci avresti pensato a un’app che ti metta in contatto con Mina, in qualsiasi momento e con qualunque tempo?
– Con Mina? E cosa pensi potessi farmene di un aggeggio del genere: io ho Barbara!
– Ma funzionerebbe anche con lei… Comunque, io ce l’ho quel progetto. E non vedo l’ora di svilupparlo. Napoli, Developer Academy aspettatemi a braccia aperte. Inventerò tante di quelle app, app…ena arrivo!
L’uomo ascoltò divertito il discorso dei due ragazzi che avevano alle spalle la Lombardia e negli occhi la Campania: il loro paradiso scolastico. A parte il fatto che per collegarsi con Barbara non ci fosse bisogno di inventare niente, visto che già da un bel po’ di anni esiste il cellulare, concluse che, comunque, fosse stupendo ascoltare l’entusiasmo che traboccava dalle parole dei due giovani.
Si erano fermati, lui e il camionista che gli aveva dato un passaggio, per una pisciata. Mentre l’autista si dirigeva ai bagni e i due ragazzi continuavano a discutere di informatica, lui entrò con calma nel bar dell’autogrill. Non aveva fatto lo scontrino.
L’uomo fece per dire qualcosa, ma il barman lo consigliò:
– Ascolti,  prima di ordinare sarà meglio che faccia lo scontrino alla cass…
Smise subito. Quel tipo che era entrato gli stava indicando qualcosa di preciso alle sue spalle.
“Cazzo, è già qui. Lo aspettavamo per stasera, ma lui è già qui!”, pensò.
 – Ah, mi scusi. Non avevo capito. Venga – disse cerimonioso il barista.
Lui, lì dentro, era il lavorante più anziano. Si tolse il grembiule da barista e avvisò un collega che ramazzava con poca convinzione il pavimento, che si sarebbe dedicato a fare da guida.
L’avventore fu portato nell’ufficio del responsabile dell’autogrill. Dentro non c’era nessuno. Il posto non era male. Il mobilio era ridotto all’osso. Sicuramente l’allestitore era stato di vedute moderne. Di quelli che pensano che lo spazio vada salvaguardato, perché arreda. Molti non lo capiscono e continuano, anche negli ambienti lavorativi, a stiparli di cose.
Fu invitato a sedersi. Lui, si guardò intorno. Restò in piedi. Poi guardò fuori: arrivavano continuamente automobili colme di gente diretta verso le vacanze. Qualche tir, come un galeone in mezzo alle barche, pisolava sotto il caldo di agosto. Era un caldo, un’afa che non ci si stava. Il tipo finalmente si sedette.
– Non lì. Vuole scherzare? – disse con un mezzo sorriso il suo accompagnatore.
Si era seduto sulla sedia di fronte alla scrivania del ‘comando’.
Non si alzò. Osservò il muro alla destra della scrivania del ‘comando’. C’era una riproduzione di Caravaggio. Guardò di nuovo fuori, al di là del vetro dell’ufficio del ‘comando’. L’asfalto era mosso dal tremolio della calura.
– ‘Dar da bere agli assetati…’ – commentò ritornando con lo sguardo al dipinto.
– Lei è un poeta, più che assetati, quelli là fuori sono dei dromedari che si son persi nel deserto dell’A14 – sghignazzò il lavorante.
Il tipo ritornò al muro. Ritornò al quadro:
 – ‘Le sette opere di misericordia corporali’: una parte del dipinto è ‘Dar da bere agli assetati’. Io la trovo veramente centrata: è un quadro che si attaglierebbe perfettamente a un’auto grill. Anche se, ai tempi di Michelangelo, gli autogrill erano rappresentati da osterie, spesso, frequentate da briganti.
– E c’erano già le auto? – chiese il lavorante spiazzato dalla piega che stava prendendo il discorso.
– Be’, no. Che c’entra? Ah, ho capito. Lei pensava al nome, ‘autogrill’. Giustissimo. Ma, all’epoca, immagino che funzionassero i ‘cavallogrill’ – disse ridendo.
– Ah, però. E come facevano ad andare d’accordo i due animali?
– I due animali?
– Sì. Insomma, il cavallo col grillo.
Il tipo guardò con attenzione il suo interlocutore. Fuori continuava il caldo di agosto.
– Comunque, non è un quadro vero. È una copia – aggiunse il lavorante.
– Ah. Lo credo bene: quello autentico si trova al Pio Monte della Misericordia, a Napoli. Misura 390 per 260 centimetri. Non ci starebbe nemmeno qui dentro.
Il lavorante guardò il soffitto. Guardò bene l’entrata e la vetrata che dava sul parcheggio delle macchine. Quindi, si risolse:
– E se sfondassimo il soffitto, ma solo dalla parte del muro, di un buon metro ci starebbe, vero?
Il tipo riguardò fuori. Eppure il caldo non sembrava passare attraverso il vetro spesso dell’ufficio. C’era l’aria condizionata a palla lì dentro.
– Be’, col soffitto sfondato ci entrerebbe di sicuro – aggiunse sconsolato.
– E così, Michelangelo oltre alla Pietà, ha fatto pure ‘sto quadro…– realizzò il lavorante che sembrava vedere per la prima volta quella riproduzione appesa al muro.
– No. Non quel Michelangelo: qui si tratta di Michelangelo Merisi, il pittore nato a Caravaggio.
Dopo l’ennesima insistenza, l’ospite si sedette al posto di ‘comando’. C’era una radiolina da tavolo.
– Posso accenderla? – chiese.
– Può? Deve. Se ne ha voglia, ovviamente.
L’accese. Il giornale radio parlava di politica:
“Alcuni osservatori politici, hanno ribadito, che in estate e spesso, i parlamentari si auto aumentano gli emolumenti. Un modo di operare discutibile e che impera a destra e a sinistra… ammesso che quest’ultima esista ancora. La gente, occupata dalle preparazioni vacanziere, viene a conoscenza del ‘lieto evento’ a cose fatte. Magari a settembre o ottobre inoltrato. Quando tutto è diventato legge. E la legge, una volta approvata…”
– Incredibile. Ma chi è che ha deciso che i politici debbano prendere stipendi da califfo? – chiese retoricamente il tipo seduto dietro la scrivania del ‘comando’.
– Per quel che ne sappia io, lo stipendio alto è legato alla laurea, alla responsabilità, alla…
Il lavorante cercava di dare una risposta.
– La laurea, la responsabilità, l’integrità morale, lo spirito civile, l’affidabilità, il merito… Esattamente tutte le caratteristiche dei mega delinquenti!
Il tipo aggiunse la correzione senza sbattere il pugno sul tavolo. Ma il tono era quello.
– Ma, come…?
– Lo scandalo Mose, l’Expo di Milano, Mafia Capitale, solo per citare alcuni scandali che hanno fatto furore negli ultimi anni:  lei ci trova un ciabattino, un panettiere, un salumiere… idraulico, che c’entrino qualcosa?
– No.
– Invece, tutti quelli invischiati non sono forse laureati, responsabilizzati e tutto quello che vuole?
– Indubbiamente, sì.
Il barista iniziò a dubitare di tutto quel che ascoltava per radio o tv durante la chiusura del locale: “Forse sto troppo tempo a passare lo straccio sul pavimento…”, pensò scoraggiato.
La radio, intanto continuava a dar notizie:
“L’onorevole, davanti alla commissione e al rettore, ha dichiarato di essere felice di occuparsi dei cittadini. La laurea honoris causa che l’università gli ha conferito, ha concluso…”
Il barman intervenne:
– Be’, sembra sincero. Ha dichiarato di essere felice di occuparsi dei cittadini.
Il tipo mise una mano in tasca. Tirò fuori un’armonica a bocca. Si mise a suonare un vecchio blues. Le note si diffusero nell’aria dell’ufficio mentre lo speaker della radio continuava la sua informazione.
Poi si rimise lo strumento in tasca. Chiese:
– Come era il brano?
– Bello… io non sono un intenditore. Tuttavia era una buona musica.
– E io come le sono sembrato?
– Lei sembrava… felice. Ecco, mi sembrava proprio felice.
– Le ho chiesto niente. Ho chiesto niente a nessuno? Soldi, attenzione, privilegi… Sconti, etc.?
Il barista lo guardò incuriosito. Ma rispose:
– Non capisco dove voglia arrivare, comunque no, lei non ha chiesto niente di niente. A nessuno. Né, tantomeno a me.
– Lei ci ha preso in pieno. Io amo la mia armonica. Sono felice quando la suono. Sono felice quando imparo una nuova canzone del Delta del Mississipi: mi sembra di alleviare le schiene dei raccoglitori di cotone…
– E io sono felice per lei… – aggiunse disorientato l’interlocutore.
– Mi dica, secondo il suo parere, quel parlamentare che ha dichiarato di essere felice nell’occuparsi dei cittadini, sarebbe ‘felice’ anche se guadagnasse come un operaio?
 – Un operaio? Be’ non esageriamo. Non credo possa essere giusto, sa, c’è di mezzo la laurea…
– …La responsabilità, il merito, ho capito – commentò l'avventore alzandosi e avviandosi verso l’uscita.
– Ma scusi, dove va? – chiese impreparato il lavorante.
– Vado a comprarmi i biscotti.
Scesero tutti e due e si avviarono verso il bancone del bar.
Il barista era frastornato. Il tipo si fermò e indicò un punto dietro il banco:
– Accidenti, non ce ne sono più!
Abbassò il dito e disse al suo accompagnatore:
– Son finiti i biscotti che volevo comprare.
Infatti, le ultime tre confezioni rimaste erano state vendute mentre loro due discutevano nell’ufficio del ‘comando’.
A fianco del desolato spazio senza biscotti vi era affisso, con del nastro adesivo, un cartello:
‘Avviso per il personale. Alle 18 di oggi ci sarà l’incontro con il nuovo responsabile dell’autogrill.’
“Cazzo… Questo qua voleva solo dei biscotti! Io ho pensato indicasse il cartello”, pensò il barista accompagnatore.
Dall’uscita del bagno dell’autogrill una voce raggiunse il tipo:
– Allora mister, che fai, vuoi un altro passaggio o resti qua? – chiese il camionista.
– No, aspettami arrivo. Qui non c’è niente per me. Né biscotti, né lavoro. Volevo chiedere se avessero bisogno di un lavapiatti. Ma, non credo: mi hanno offerto solo un posto di ‘comando’, e io, non sono ‘felice’ nei posti di comando.
Estrasse la sua armonica a bocca e usci suonando un altro vecchio blues. Non lo cagò nessuno, se non qualche bimbo che si incuriosì a quel suono che veniva da lontano e andava lontano.
Fuori, sotto il sole che non accennava a tranquillizzarsi, i due ragazzi si stavano avviando alla loro auto. Discutevano ancora animatamente di app e startup. L’uomo con l’armonica si avvicinò e disse:
– I miei più vivi complimenti per il vostro futuro di studenti e inventori… se vorreste accettare un consiglio, non avrei niente da obiettare nel darvelo. Vabbe’, si tratta di questo: se vi riesce costruite un’app per riflettere, visto che nessuno lo fa più. Buona giornata e salutatemi i docenti della Developer Academy.

sabato 26 maggio 2018

Savona o elezioni

 governo 2018
La nomina di Paolo Savona al ministero dell’Economia è diventato il campo su cui si sta consumando una battaglia che potrebbe determinare il ritorno alle urne. Tuttavia, alla fine, una soluzione si dovrebbe trovare; insomma, tra oggi e domani, al massimo la settimana prossima, l’esecutivo di Giuseppe Conte dovrebbe vedere la luce. In questo momento, però, il destino del governo giallo-verde è davvero appeso a un filo. Una possibilità che ormai pareva messa da parte in via definitiva quella delle elezioni anticipate tanto che, per qualcuno, non possono che apparire sospette le tempistiche con cui ha ripreso quota.

Governo 2018, ultime notizie: Savona o elezioni. La strategia di Salvini

Ora, la domanda che alcuni si pongono è questa: Salvini ha cercato lo “scontro” con Mattarella? Negli ultimi giorni, il leader del Carroccio avrebbe disseminato diversi indizi che farebbero propendere verso una risposta affermativa. A riferirlo, per esempio, il Corriere; a sostegno della tesi, il quotidiano di Via Solferino riporta, innanzitutto, le parole che Berlusconi avrebbe detto ai suoi (“romperà, datemi retta”) dopo una telefonata con il leader leghista (“su questa storia – di Savona, ndr – tirerò dritto; andremo alle elezioni e le vinceremo”).
Altro elemento: un colloquio tra Salvini e Savona in cui il leader del Carroccio, in sostanza, rifiuta il “passo indietro” offerto dall’economista pur di sbloccare lo stallo. Una rigidezza poco comprensibile, dunque, a meno che Salvini non voglia, appunto, far saltare il banco, si suppone dal Corriere. Insomma, puntare i piedi su Savona fino a mettere il Colle con le spalle al muro. Infatti, l’insistenza del capo del Carroccio mette due scenari di fronte a Mattarella: in primis, cedere sul ministero dell’Economia: sarebbe una ferita grave non tanto per l’attuale inquilino del Quirinale ma per il ruolo di Presidente della Repubblica in generale; in secondo luogo, bloccare l’iniziativa leghista e, quindi, apparire come un “traditore” della volontà degli elettori.
Tra l’altro, il dubbio che Salvini stia preparando una campagna elettorale anti-Europa, con bersaglio principale le “ingerenze” del Colle, starebbe cominciando a serpeggiare anche tra i 5 stelle. Secondo i sondaggi la Lega non è mai stata così forte; allo stato dei fatti, se si tornasse alle urne la coalizione di centrodestra potrebbe portare a casa la maggioranza anche con questa legge elettorale; a quel punto, non ci sarebbero ostacoli tra Salvini e Palazzo Chigi.

Premio Joyce 2018


Premio Joyce 2018
È in onore di uno degli autori più grandi di sempre che è stato varato questo concorso letterario. James Joyce nacque il 2 febbraio del 1882 a Rathgar, un elegante sobborgo di Dublino, in una famiglia profondamente cattolica, da Mary Jane Murray e John Stanislaus Joyce. James era il maggiore di 10 figli.

Concorso letterario Premio Joyce 2018

Narrativa

- Racconto inedito massimo 5 pagine, ogni pagina massimo 30 righe. Romanzo inedito o raccolta di racconti non pubblicati.
- Libro di narrativa (Romanzo o raccolta di racconti) edito in formato cartaceo o ebook.

Poesia

- Singola poesia edita e inedita a tema libero in lingua italiana
- Breve raccolta poetica inedita di 10 componimenti
- Raccolta di poesia inedita minimo 20 componimenti

Teatro

- Testo teatrale di autore contemporaneo (possono inviare testi anche gli eredi o aventi diritto) o rifacimento di un testo teatrale (purché di autori deceduti da almeno 70 anni), inedito o edito.

Saranno premiati i primi cinque classificati di ogni sezione, con la possibilità di assegnare premi e menzioni speciali. Gli autori saranno invitati a presentare le loro opere.
L’organizzazione farà sapere con un mese di anticipo il luogo di svolgimento della manifestazione.
I premi delle varie sezioni consistono in: diplomi; partecipazioni a tutte le manifestazioni culturali riservati ai primi classificati; targhe e coppe per i finalisti e per le segnalazioni speciali al merito. Non è prevista nessuna quota di iscrizione. Gli autori dovranno inviare i loro testi indicando la sezione cui vogliono iscrivere le loro opere. Dovrà contenere la seguente dicitura: partecipazione Premio Joyce, indicando nome cognome, indirizzo, recapito telefonico, e riportare la seguente autorizzazione “Autorizzo l’uso dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 D.L. 196/2003”. Indirizzo di posta elettronica: amilcarefini@gmail.com

Non saranno considerati validi testi inviati in forma anonima. Potranno partecipare solo autori maggiorenni. L’organizzazione del Premio Joyce comunicherà i risultati del Concorso a tutti gli iscritti o tramite email o tramite posta tradizionale. La Redazione si riserva la possibilità di pubblicare una raccolta dei testi più rappresentativi tra quelli giunti al Premio Joyce. Gli autori prescelti saranno avvisati per autorizzare la pubblicazione e ricevere le informazioni di inserimento nel volume.

La giuria è composta da: Antonio Banfi (giornalista), Franco Orfini (autore), Marco Stanzani (regista teatrale), Claudio Armenise (editore), Francesca Marchini (direttore editoriale). A questo staff vanno aggiunti i lettori di diversi siti culturali on line che voteranno le opere in gara.

giovedì 21 dicembre 2017

Si conclude l’edizione 2017 del Premio letterario “NotaD’Autore”

Premio letterario ‘NotaD’Autore’, i vincitori dell’edizione 2017
. Il contest, grazie all’entusiasmo dei suoi organizzatori, si è presto affermato. È diventato un apprezzabile concorso letterario che, in Italia, permette una iniziativa di raccolta e selezione di musicisti/scrittori. Un luogo letterario che consente agli autori anche emergenti di avvalersi di una vetrina agevolata e, nel panorama italiano, di ritagliarsi una personale chance per arrivare al grande pubblico. L’edizione di quest’anno ha visto principalmente tre sezioni: Narrativa/autobiografie, Romanzo, Rap letterario. Il contest ha ricevuto diverse opere. Grazie ai lettori dallo staff di Cinepoprock che, nella sede abituale, ha oggi ospitato la giuria.
I vincitori
1) “Born to Run”, l’autobiografia, a cui Bruce Springsteen ha dedicato gli ultimi sette anni della sua vita e dove ritroviamo tutta la sincerità, l’ironia e l’originalità a cui ci ha abituati.
2) “Sono stato più cattivo”, Enrico Ruggeri si racconta iniziando a ricordare quando, un diciottenne italiano, in pellegrinaggio con gli amici nella capitale della musica, sta ballando un lento con una ragazza.
3) “Jack è uscito dal gruppo”, quello di Alessio Bernabei è un sogno con più percorsi: dalla Banda di Tarquinia ai Dearjack, dall’uscita dal gruppo al sole della California: alti e bassi, successi e musica.
4) “In nome del rock italiano”, il cantautore Mimmo Parisi e il blogger Diego Romero hanno segnalato nel libro, tra romanzo e antologia, il contributo che gli artisti italiani hanno, con la loro sensibilità, dato al rock.
5) “Dietrologia”, Fabri Fibra con il suo scritto, presentazione del giornalista Marco Travaglio del Fatto Quotidiano, crea spazio anche per una relativamente nuova categoria legata al rap letterario.

domenica 26 novembre 2017

Premio Strega e ILMIOLIBRonline 2017

Risultati immagini per premio strega 2017 vincitore

“Le otto montagne” di Paolo Cognetti è il libro presente nella classifica voluta dal formidabile gruppo dei lettori on line che hanno decretato il successo del premio letterario ILMIOLIBRonline 2017 e, prima ancora, vincitore del Premio Strega 2017. Ecco la sintesi della storia. La madre di Pietro, un ragazzino di città, lavora in un consultorio di periferia. Il padre è un chimico, e torna a casa ogni sera carico di delusione. I due coniugi, pur in un’esistenza lineare, sono uniti dalla passione comune per la montagna: dove si sono conosciuti e innamorati. Ed è in montagna che, nel paesino di Graines, avviano loro figlio Pietro. Lì trascorrerà tutte le estati in quella Val d’Ayas “chiusa a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso” ma attraversata da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lì ci sarà Bruno, che ha la sua stessa età ma si occupa del pascolo delle vacche e ha una visione naturalistica dell’esistenza.

Concluso ILMIOLIBRonline 2017, i vincitori
Invece, i vincitori del premio letterario ILMIOLIBRonline 2017, sono i due autori, Mimmo Parisi e Diego Romero. Il concorso si è chiuso il 3 novembre 2017, sostenuto dalla partecipazione dei fan e dei responsabili delle testate on line che hanno aderito al Premio. I protagonisti del libro vincitore, “In nome del rock italiano”, sono le voci che ci distraggono nelle giornate uguali come fiocchi di neve di montagna. O pigre come le nuvole di settembre. Che ci cambiano per tre minuti la vita. “In nome del rock italiano”,  ovvero, gli artisti che ci coccolano con le giuste parole.

sabato 4 novembre 2017

Concorso ILMIOLIBRonline, classifica

Concluso ILMIOLIBRonline 2017, i vincitori
In un momento storico dove tutto è effimero, una canzone cantata da un rocker italiano aiuta a sperare in un domani più luminoso dell’Enel. Questo è quello che pensano i due autori, Mimmo Parisi e Diego Romero, i vincitori del premio letterario ILMIOLIBRonline 2017. Il concorso si è chiuso il 3 novembre 2017, sostenuto dalla partecipazione dei fan e dei responsabili delle testate on line che hanno aderito al Premio. I protagonisti del libro vincitore, “In nome del rock italiano”, sono le voci che ci distraggono nelle giornate uguali come fiocchi di neve di montagna. O pigre come le nuvole di settembre. Che ci cambiano per tre minuti la vita. “In nome del rock italiano”,  ovvero, gli artisti che ci coccolano con le giuste parole.
Chi è mio padre? A questo quesito risponde l’opera arrivata al secondo posto, il romanzo “La più amata” di Teresa Ciabatti. Il quesito dell’autrice non mancherà di appassionare i lettori. Chi è Lorenzo Ciabatti? Il medico benefattore che ama i poveri o un uomo calcolatore, violento? Un potente che forse ha avuto un ruolo in alcuni degli eventi più bui della storia recente? Sua figlia, Teresa, decide di scoprirlo, e si ritrova immersa nel liquido amniotico dolce e velenoso che la sua infanzia è stata: domande mai fatte, risposte evasive.
Tocca a Enrico Ruggeri e alla sua autobiografia. Il titolo di questa è “Sono stato più cattivo”. In questa sua autobiografia di 240 pagine uscita per la Mondadori, il cantautore milanese è stato sincero: «Mettere per iscritto la mia vita è stato un percorso molto duro, con momenti di autentico dolore». Sono parole che scrive Ruggeri nell’ultimo capitolo di «Sono stato più cattivo». E ancora: «L’ho fatto ora perché ho compiuto 60 anni e perché probabilmente mi sento meno impacciato nel raccontare di persone che non vivono più in questo mondo e di altre che non vivono più nel mio mondo».
Di Carlos Ruiz Zafon è presente “Il labirinto degli spiriti”. Un romanzo senza alcun dubbio inebriante. Passioni e intrighi costituiscono il fil rouge che conduce verso avventure entusiasmanti. Ambientato nella Barcellona reale e nel suo rovescio, ci si ritrova a camminare per stradine lugubri. Avvolte nel mistero. Fino a, finalmente, scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri.
“Le otto montagne” di Paolo Cognetti, infine, è il libro che chiude questa classifica voluta dal formidabile gruppo dei lettori on line. La madre di Pietro, un ragazzino di città, lavora in un consultorio di periferia. Il padre è un chimico, e torna a casa ogni sera carico di delusione. I due coniugi, pur in un’esistenza lineare, sono uniti dalla passione comune per la montagna: dove si sono conosciuti e innamorati. Ed è in montagna che, nel paesino di Graines, avviano loro figlio Pietro. Lì trascorrerà tutte le estati in quella Val d’Ayas “chiusa a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso” ma attraversata da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lì ci sarà Bruno, che ha la sua stessa età ma si occupa del pascolo delle vacche e ha una visione naturalistica dell’esistenza.

domenica 1 ottobre 2017

Richards

Non l'ha detta Keith, ma è lo stesso



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"Men when they are sad do nothing: they just weep over their own situation, but when they get angry, then they get to do things to change things, no one can give you freedom, but you can and have to take it: it's your freedom And whoever does not recognize you is wrong rotten. "