lunedì 22 ottobre 2018

The Outsider, Profondo nero e Il figlio dl drago



Libri nel segno del mistero
The Outsider, di Stephen King
Un bambino di undici anni. A Flint City ci si conosce tutti e certe cose sono semplicemente impensabili. Così la testimonianza del signor Ritz è solo la prima di molte, che la polizia raccoglie in pochissimo tempo, perché non si può lasciare libero il mostro che ha commesso un delitto tanto orribile. E le indagini scivolano rapidamente verso un uomo e uno solo: Terry Maitland. Testimoni oculari, impronte digitali, gruppo sanguigno, persino il DNA puntano su Terry, il più insospettabile dei cittadini, il gentile professore di inglese, allenatore di baseball dei pulcini, marito e padre esemplare. Ma proprio per questo il detective Ralph Anderson decide di sottoporlo alla gogna pubblica. Il suo arresto spettacolare, allo stadio durante la partita e davanti a tutti, fa notizia e il caso sembra risolto. Solo che Terry Maitland, il 10 luglio, non era in città. E il suo alibi è inoppugnabile: testimoni oculari, impronte, tutto dimostra che il brav'uomo non può essere l'assassino.
Il figlio del drago, di Mimmo Parisi
 Passo del Lupo è un paesino socialmente avanzato. Tutti i cittadini, all'insegna della vera democrazia, partecipano alle cariche direttive. Paradossalmente, la sicurezza economica e sociale non riesce a rendere felici gli abitanti. Un giorno nella piccola stazione scende un individuo. Prima dell'arrivo di Vlad Tepes non c'erano morti ammazzati. Il maresciallo del posto pensa che siano vittime di un vampiro. Quando Vlad è stanato, fugge in volo: lui non sapeva nemmeno di esserne capace. Così come gli abitanti del piccolo ma emancipato centro non sospettavano di essere, a dispetto del loro modernismo, ancora mentalmente medievali. E di credere nei vampiri.
Profondo nero, di Dario Argento
A poca distanza dall’uscita in edicola, arriva in edizione da libreria l’evento dylaniato dell’anno: l’incontro tra Dylan Dog e Dario Argento! La storia ideata dal leggendario maestro dell’horror italiano interpreta le atmosfere del personaggio di Tiziano Sclavi secondo il suo stile onirico e profondamente inquietante. Ai pennelli, il disegnatore principe delle atmosfere gotiche, il grande Corrado Roi!

lunedì 27 agosto 2018

"Sono tornati i Braccialetti rossi", seconda edizione

Sono tornati i Braccialetti rossi - Foto da Ufficio Stampa


Ecco la nuova edizione di "Sono tornati i Braccialetti rossi". La storia è stata inglobata tra un rinnovato incipit. e un epilogo struggente. Questo libro presenta un racconto che tratta delle 'avventure' di alcuni bambini appassionati della omonima serie televisiva. Il contesto è quello della Pediatria dell'ospedale Bellaria di Bologna. 
Insieme a questa storia, l'autore, con scrittura lieve, propone alcuni altri appassionanti racconti estrapolati da "Racconti di periferia", libro 2° classificato al premio letterario 'NotaD'Autore2016', dopo "Scusate il disordine" di Ligabue.
Mimmo Parisi presenta ai suoi lettori questa nuova edizione con la consueta facilità di scrittura, che costituisce il fil rouge di un libro caratterizzato dalla leggerezza e dalla commozione.

sabato 28 luglio 2018

Premio Joyce 2018, autori che hanno vinto


Assegnati i titoli vincitori del Premio Joyce 2018: la giuria tecnica, in accordo con il giudizio popolare, ha confermato ciò che si palesava da tempo.

Quindi, la prima posizione è stata guadagnata dalla super premiata Helena Janeczek. A seguire e secondo, il cantautore Mimmo Parisi, terzo Maurizio de Giovanni, quarto Nicholas Sparks e quinto, Paolo Giordano. La graduatoria è stata annunciata oggi 28 luglio 2018, nella storica sede che ospita la Redazione del sito on line Chitarre20, il quale ormai da qualche anno ha ampliato i suoi interessi diventando contenitore culturale più a largo raggio, generalista. Si sono citati i nomi degli autori, adesso si presentano le opere vincitrici che i lettori della rete, hanno mandato in finale.

Primo posto
La ragazza con la Leica. Helena Janeczek è vincitrice del prestigioso Premio Strega 2018 e del Premio Bagutta 2018. Il libro tratta della ventisettenne Gerda Taro, prima fotoreporter caduta su un campo di battaglia durante la guerra civile spagnola, nel 1937.

Secondo posto
Il Figlio del drago. Il cantautore bolognese Mimmo Parisi, in una temperie politica e sociale che aspira al cambiamento, ha voluto partecipare con un’opera, ovvero una metafora applicata alle consuetudini esistenziali e pragmatici vissuti dalle persone di un piccolo centro italiano.

Terzo posto
Il purgatorio dell’angelo,di Maurizio de Giovanni. L’opera immette Da subito il in un ambiente primaverile. Dopo l’inverno rigido arriva maggio, ma anche i problemi: sulla spiaggia che si allunga nel mare di Posillipo viene trovato il cadavere di un anziano prete. Qualcuno lo ha barbaramente ucciso. È inspiegabile, perché padre Angelo, la vittima, era amato da tutti.

Quarto posto
Ogni respiro. Il libro è frutto della penna di Nicholas Sparks. Il protagonista è disegnato dal magnetico scrittore in terra d’Africa. Si chiama Tru Walls, è fa la guida nei safari. A Sunset Beach, dove vive,riceve una lettera da un uomo che sostiene di essere suo padre. Per lui è una grande occasione: finalmente scioglierà il mistero che ha sempre circondato la sua vita.

Quinta posto
Divorare il cielo, di Paolo Giordano. L’adolescenza e il passaggio verso l’età adulta, con tutto quello che comporta il passare da una terra che si è fatto appena in tempo a conoscere, pare l’ambiente che meglio rappresenti l’ottimo scrittore italiano. A dieci anni da La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano raccoglie successi meritati.

mercoledì 25 luglio 2018

Premio Strega 2018, il libro di Helena a Joyce 2018

Premio Joyce 2018, pronti i titoli delle opere
Come già segnalato qualche mese fa, il concorso letterario Premio Joyce 2018, il 28 luglio 2018 decreterà il libro vincente. Sin da subito si ringraziano le testate on line che non hanno fatto mancare il loro entusiasmo e hanno sostenuto con prontezza l’invito del comitato culturale del Premio Joyce 2018. Vale la pena ricordare i testi che hanno, almeno fino ad adesso, hanno riscosso maggior gradimento fra i lettori della rete – quest’ultimi ci hanno inviato, tra l’altro, messaggi di particolare fervore per la possibilità di lettura che il Premio offre a chiunque ami la letteratura e la cultura –, comunque, si diceva dei libri in pole position. Eccoli:

Il purgatorio dell'angelo, di Maurizio de Giovanni
È maggio, e la città si risveglia per avviarsi verso la stagione piú bella. Eppure il male non si concede pause. Su una lingua di tufo che si allunga nel mare di Posillipo viene trovato il cadavere di un anziano prete. Qualcuno lo ha barbaramente ucciso. È inspiegabile, perché padre Angelo, la vittima, era amato da tutti.

Divorare il cielo, di Paolo Giordano
A dieci anni da La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano torna a raccontare la giovinezza, poi l'azzardo di diventare adulti, in un romanzo potente e generoso.

Ogni respiro, di Nicholas Sparks
Tru Walls non è mai stato in North Carolina. Lui è nato e cresciuto in Africa, dove fa la guida nei safari. Si ritrova a Sunset Beach dopo aver ricevuto una lettera da un uomo che sostiene di essere suo padre, e spera finalmente di sciogliere il mistero che ha sempre circondato la sua vita. E quella della madre, perduta insieme ai suoi ricordi nell'incendio che l'ha portata via tanti anni fa.

Il figlio del drago, di Mimmo Parisi
Passo del Lupo è un paesino socialmente avanzato. Tutti i cittadini, all'insegna della vera democrazia, partecipano alle cariche direttive. Paradossalmente, la sicurezza economica e sociale non riesce a rendere felici gli abitanti. Un giorno nella piccola stazione scende un individuo. Prima dell'arrivo di Vlad Tepes non c'erano morti ammazzati. Il maresciallo del posto pensa che siano vittime di un vampiro.

La ragazza con la Leica, di Helena Janeczek
Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna.

venerdì 15 giugno 2018

Un’app per riflettere


Un'app per riflettere, narrazione di Mimmo Parisi


Molti sono convinti che la libertà o la giustizia, debbano giungere da qualche parte. Stanno lì ad attendere. Pensano di essere persone giuste in mezzo ad altri milioni di persone giuste. Vorrebbero, quindi, essere riconosciuti come ‘uguali’. Ma l’eguaglianza, la giustizia e la libertà non le passano la mutua. Se le vuoi te le devi prendere. E, prima di agire, bisognerebbe fermarsi un attimo: per riflettere, per avanzare un dubbio. Ci vorrebbe un’app per superare il gap.
I due ragazzi guardavano lontano. Appoggiati alla grossa pianta di fiori ospitata in un grosso vaso parlavano di un grosso futuro. I viaggiatori uscivano ed entravano come mosche affamate di miele.
– Be’, di sicuro il sud questa volta non ha da lamentarsi: se il colosso di Cupertino, Apple, ha deciso di aprire la Developer Academy a Napoli è, per loro napoletani, una grande occasione!
– E lo è anche per noi. Pazienza se da Milano dobbiamo spostarci nella città di Partenope.
– Già. Mi è costato salutare Barbara. Aveva le lacrime agli occhi, tuttavia, io mi sento un inventore di app. E la scuola più accreditata in Italia dove imparare e inventare programmi, applicazioni, interfacce grafiche, etc, è il centro napoletano. Gliel’ho detto alla mia ragazza…
– È stato lo stesso per me, con Mina. Non riuscivo a convincerla della bontà della mia scelta.
– Con Mina, ma è la tua gattina!
– E allora?
– Dai, io parlavo di Barbara. Non puoi pensare che siano la stessa cosa!
Si zittirono per pochi secondi. Poi il casus belli 'Barbara versus Mina' fu abbandonato fra le onde del non chiarito.
– Carlo, dimmi la verità: tu ci avresti pensato a un’app che ti metta in contatto con Mina, in qualsiasi momento e con qualunque tempo?
– Con Mina? E cosa pensi potessi farmene di un aggeggio del genere: io ho Barbara!
– Ma funzionerebbe anche con lei… Comunque, io ce l’ho quel progetto. E non vedo l’ora di svilupparlo. Napoli, Developer Academy aspettatemi a braccia aperte. Inventerò tante di quelle app, app…ena arrivo!
L’uomo ascoltò divertito il discorso dei due ragazzi che avevano alle spalle la Lombardia e negli occhi la Campania: il loro paradiso scolastico. A parte il fatto che per collegarsi con Barbara non ci fosse bisogno di inventare niente, visto che già da un bel po’ di anni esiste il cellulare, concluse che, comunque, fosse stupendo ascoltare l’entusiasmo che traboccava dalle parole dei due giovani.
Si erano fermati, lui e il camionista che gli aveva dato un passaggio, per una pisciata. Mentre l’autista si dirigeva ai bagni e i due ragazzi continuavano a discutere di informatica, lui entrò con calma nel bar dell’autogrill. Non aveva fatto lo scontrino.
L’uomo fece per dire qualcosa, ma il barman lo consigliò:
– Ascolti,  prima di ordinare sarà meglio che faccia lo scontrino alla cass…
Smise subito. Quel tipo che era entrato gli stava indicando qualcosa di preciso alle sue spalle.
“Cazzo, è già qui. Lo aspettavamo per stasera, ma lui è già qui!”, pensò.
 – Ah, mi scusi. Non avevo capito. Venga – disse cerimonioso il barista.
Lui, lì dentro, era il lavorante più anziano. Si tolse il grembiule da barista e avvisò un collega che ramazzava con poca convinzione il pavimento, che si sarebbe dedicato a fare da guida.
L’avventore fu portato nell’ufficio del responsabile dell’autogrill. Dentro non c’era nessuno. Il posto non era male. Il mobilio era ridotto all’osso. Sicuramente l’allestitore era stato di vedute moderne. Di quelli che pensano che lo spazio vada salvaguardato, perché arreda. Molti non lo capiscono e continuano, anche negli ambienti lavorativi, a stiparli di cose.
Fu invitato a sedersi. Lui, si guardò intorno. Restò in piedi. Poi guardò fuori: arrivavano continuamente automobili colme di gente diretta verso le vacanze. Qualche tir, come un galeone in mezzo alle barche, pisolava sotto il caldo di agosto. Era un caldo, un’afa che non ci si stava. Il tipo finalmente si sedette.
– Non lì. Vuole scherzare? – disse con un mezzo sorriso il suo accompagnatore.
Si era seduto sulla sedia di fronte alla scrivania del ‘comando’.
Non si alzò. Osservò il muro alla destra della scrivania del ‘comando’. C’era una riproduzione di Caravaggio. Guardò di nuovo fuori, al di là del vetro dell’ufficio del ‘comando’. L’asfalto era mosso dal tremolio della calura.
– ‘Dar da bere agli assetati…’ – commentò ritornando con lo sguardo al dipinto.
– Lei è un poeta, più che assetati, quelli là fuori sono dei dromedari che si son persi nel deserto dell’A14 – sghignazzò il lavorante.
Il tipo ritornò al muro. Ritornò al quadro:
 – ‘Le sette opere di misericordia corporali’: una parte del dipinto è ‘Dar da bere agli assetati’. Io la trovo veramente centrata: è un quadro che si attaglierebbe perfettamente a un’auto grill. Anche se, ai tempi di Michelangelo, gli autogrill erano rappresentati da osterie, spesso, frequentate da briganti.
– E c’erano già le auto? – chiese il lavorante spiazzato dalla piega che stava prendendo il discorso.
– Be’, no. Che c’entra? Ah, ho capito. Lei pensava al nome, ‘autogrill’. Giustissimo. Ma, all’epoca, immagino che funzionassero i ‘cavallogrill’ – disse ridendo.
– Ah, però. E come facevano ad andare d’accordo i due animali?
– I due animali?
– Sì. Insomma, il cavallo col grillo.
Il tipo guardò con attenzione il suo interlocutore. Fuori continuava il caldo di agosto.
– Comunque, non è un quadro vero. È una copia – aggiunse il lavorante.
– Ah. Lo credo bene: quello autentico si trova al Pio Monte della Misericordia, a Napoli. Misura 390 per 260 centimetri. Non ci starebbe nemmeno qui dentro.
Il lavorante guardò il soffitto. Guardò bene l’entrata e la vetrata che dava sul parcheggio delle macchine. Quindi, si risolse:
– E se sfondassimo il soffitto, ma solo dalla parte del muro, di un buon metro ci starebbe, vero?
Il tipo riguardò fuori. Eppure il caldo non sembrava passare attraverso il vetro spesso dell’ufficio. C’era l’aria condizionata a palla lì dentro.
– Be’, col soffitto sfondato ci entrerebbe di sicuro – aggiunse sconsolato.
– E così, Michelangelo oltre alla Pietà, ha fatto pure ‘sto quadro…– realizzò il lavorante che sembrava vedere per la prima volta quella riproduzione appesa al muro.
– No. Non quel Michelangelo: qui si tratta di Michelangelo Merisi, il pittore nato a Caravaggio.
Dopo l’ennesima insistenza, l’ospite si sedette al posto di ‘comando’. C’era una radiolina da tavolo.
– Posso accenderla? – chiese.
– Può? Deve. Se ne ha voglia, ovviamente.
L’accese. Il giornale radio parlava di politica:
“Alcuni osservatori politici, hanno ribadito, che in estate e spesso, i parlamentari si auto aumentano gli emolumenti. Un modo di operare discutibile e che impera a destra e a sinistra… ammesso che quest’ultima esista ancora. La gente, occupata dalle preparazioni vacanziere, viene a conoscenza del ‘lieto evento’ a cose fatte. Magari a settembre o ottobre inoltrato. Quando tutto è diventato legge. E la legge, una volta approvata…”
– Incredibile. Ma chi è che ha deciso che i politici debbano prendere stipendi da califfo? – chiese retoricamente il tipo seduto dietro la scrivania del ‘comando’.
– Per quel che ne sappia io, lo stipendio alto è legato alla laurea, alla responsabilità, alla…
Il lavorante cercava di dare una risposta.
– La laurea, la responsabilità, l’integrità morale, lo spirito civile, l’affidabilità, il merito… Esattamente tutte le caratteristiche dei mega delinquenti!
Il tipo aggiunse la correzione senza sbattere il pugno sul tavolo. Ma il tono era quello.
– Ma, come…?
– Lo scandalo Mose, l’Expo di Milano, Mafia Capitale, solo per citare alcuni scandali che hanno fatto furore negli ultimi anni:  lei ci trova un ciabattino, un panettiere, un salumiere… idraulico, che c’entrino qualcosa?
– No.
– Invece, tutti quelli invischiati non sono forse laureati, responsabilizzati e tutto quello che vuole?
– Indubbiamente, sì.
Il barista iniziò a dubitare di tutto quel che ascoltava per radio o tv durante la chiusura del locale: “Forse sto troppo tempo a passare lo straccio sul pavimento…”, pensò scoraggiato.
La radio, intanto continuava a dar notizie:
“L’onorevole, davanti alla commissione e al rettore, ha dichiarato di essere felice di occuparsi dei cittadini. La laurea honoris causa che l’università gli ha conferito, ha concluso…”
Il barman intervenne:
– Be’, sembra sincero. Ha dichiarato di essere felice di occuparsi dei cittadini.
Il tipo mise una mano in tasca. Tirò fuori un’armonica a bocca. Si mise a suonare un vecchio blues. Le note si diffusero nell’aria dell’ufficio mentre lo speaker della radio continuava la sua informazione.
Poi si rimise lo strumento in tasca. Chiese:
– Come era il brano?
– Bello… io non sono un intenditore. Tuttavia era una buona musica.
– E io come le sono sembrato?
– Lei sembrava… felice. Ecco, mi sembrava proprio felice.
– Le ho chiesto niente. Ho chiesto niente a nessuno? Soldi, attenzione, privilegi… Sconti, etc.?
Il barista lo guardò incuriosito. Ma rispose:
– Non capisco dove voglia arrivare, comunque no, lei non ha chiesto niente di niente. A nessuno. Né, tantomeno a me.
– Lei ci ha preso in pieno. Io amo la mia armonica. Sono felice quando la suono. Sono felice quando imparo una nuova canzone del Delta del Mississipi: mi sembra di alleviare le schiene dei raccoglitori di cotone…
– E io sono felice per lei… – aggiunse disorientato l’interlocutore.
– Mi dica, secondo il suo parere, quel parlamentare che ha dichiarato di essere felice nell’occuparsi dei cittadini, sarebbe ‘felice’ anche se guadagnasse come un operaio?
 – Un operaio? Be’ non esageriamo. Non credo possa essere giusto, sa, c’è di mezzo la laurea…
– …La responsabilità, il merito, ho capito – commentò l'avventore alzandosi e avviandosi verso l’uscita.
– Ma scusi, dove va? – chiese impreparato il lavorante.
– Vado a comprarmi i biscotti.
Scesero tutti e due e si avviarono verso il bancone del bar.
Il barista era frastornato. Il tipo si fermò e indicò un punto dietro il banco:
– Accidenti, non ce ne sono più!
Abbassò il dito e disse al suo accompagnatore:
– Son finiti i biscotti che volevo comprare.
Infatti, le ultime tre confezioni rimaste erano state vendute mentre loro due discutevano nell’ufficio del ‘comando’.
A fianco del desolato spazio senza biscotti vi era affisso, con del nastro adesivo, un cartello:
‘Avviso per il personale. Alle 18 di oggi ci sarà l’incontro con il nuovo responsabile dell’autogrill.’
“Cazzo… Questo qua voleva solo dei biscotti! Io ho pensato indicasse il cartello”, pensò il barista accompagnatore.
Dall’uscita del bagno dell’autogrill una voce raggiunse il tipo:
– Allora mister, che fai, vuoi un altro passaggio o resti qua? – chiese il camionista.
– No, aspettami arrivo. Qui non c’è niente per me. Né biscotti, né lavoro. Volevo chiedere se avessero bisogno di un lavapiatti. Ma, non credo: mi hanno offerto solo un posto di ‘comando’, e io, non sono ‘felice’ nei posti di comando.
Estrasse la sua armonica a bocca e usci suonando un altro vecchio blues. Non lo cagò nessuno, se non qualche bimbo che si incuriosì a quel suono che veniva da lontano e andava lontano.
Fuori, sotto il sole che non accennava a tranquillizzarsi, i due ragazzi si stavano avviando alla loro auto. Discutevano ancora animatamente di app e startup. L’uomo con l’armonica si avvicinò e disse:
– I miei più vivi complimenti per il vostro futuro di studenti e inventori… se vorreste accettare un consiglio, non avrei niente da obiettare nel darvelo. Vabbe’, si tratta di questo: se vi riesce costruite un’app per riflettere, visto che nessuno lo fa più. Buona giornata e salutatemi i docenti della Developer Academy.

sabato 26 maggio 2018

Savona o elezioni

 governo 2018
La nomina di Paolo Savona al ministero dell’Economia è diventato il campo su cui si sta consumando una battaglia che potrebbe determinare il ritorno alle urne. Tuttavia, alla fine, una soluzione si dovrebbe trovare; insomma, tra oggi e domani, al massimo la settimana prossima, l’esecutivo di Giuseppe Conte dovrebbe vedere la luce. In questo momento, però, il destino del governo giallo-verde è davvero appeso a un filo. Una possibilità che ormai pareva messa da parte in via definitiva quella delle elezioni anticipate tanto che, per qualcuno, non possono che apparire sospette le tempistiche con cui ha ripreso quota.

Governo 2018, ultime notizie: Savona o elezioni. La strategia di Salvini

Ora, la domanda che alcuni si pongono è questa: Salvini ha cercato lo “scontro” con Mattarella? Negli ultimi giorni, il leader del Carroccio avrebbe disseminato diversi indizi che farebbero propendere verso una risposta affermativa. A riferirlo, per esempio, il Corriere; a sostegno della tesi, il quotidiano di Via Solferino riporta, innanzitutto, le parole che Berlusconi avrebbe detto ai suoi (“romperà, datemi retta”) dopo una telefonata con il leader leghista (“su questa storia – di Savona, ndr – tirerò dritto; andremo alle elezioni e le vinceremo”).
Altro elemento: un colloquio tra Salvini e Savona in cui il leader del Carroccio, in sostanza, rifiuta il “passo indietro” offerto dall’economista pur di sbloccare lo stallo. Una rigidezza poco comprensibile, dunque, a meno che Salvini non voglia, appunto, far saltare il banco, si suppone dal Corriere. Insomma, puntare i piedi su Savona fino a mettere il Colle con le spalle al muro. Infatti, l’insistenza del capo del Carroccio mette due scenari di fronte a Mattarella: in primis, cedere sul ministero dell’Economia: sarebbe una ferita grave non tanto per l’attuale inquilino del Quirinale ma per il ruolo di Presidente della Repubblica in generale; in secondo luogo, bloccare l’iniziativa leghista e, quindi, apparire come un “traditore” della volontà degli elettori.
Tra l’altro, il dubbio che Salvini stia preparando una campagna elettorale anti-Europa, con bersaglio principale le “ingerenze” del Colle, starebbe cominciando a serpeggiare anche tra i 5 stelle. Secondo i sondaggi la Lega non è mai stata così forte; allo stato dei fatti, se si tornasse alle urne la coalizione di centrodestra potrebbe portare a casa la maggioranza anche con questa legge elettorale; a quel punto, non ci sarebbero ostacoli tra Salvini e Palazzo Chigi.

Premio Joyce 2018


Premio Joyce 2018
È in onore di uno degli autori più grandi di sempre che è stato varato questo concorso letterario. James Joyce nacque il 2 febbraio del 1882 a Rathgar, un elegante sobborgo di Dublino, in una famiglia profondamente cattolica, da Mary Jane Murray e John Stanislaus Joyce. James era il maggiore di 10 figli.

Concorso letterario Premio Joyce 2018

Narrativa

- Racconto inedito massimo 5 pagine, ogni pagina massimo 30 righe. Romanzo inedito o raccolta di racconti non pubblicati.
- Libro di narrativa (Romanzo o raccolta di racconti) edito in formato cartaceo o ebook.

Poesia

- Singola poesia edita e inedita a tema libero in lingua italiana
- Breve raccolta poetica inedita di 10 componimenti
- Raccolta di poesia inedita minimo 20 componimenti

Teatro

- Testo teatrale di autore contemporaneo (possono inviare testi anche gli eredi o aventi diritto) o rifacimento di un testo teatrale (purché di autori deceduti da almeno 70 anni), inedito o edito.

Saranno premiati i primi cinque classificati di ogni sezione, con la possibilità di assegnare premi e menzioni speciali. Gli autori saranno invitati a presentare le loro opere.
L’organizzazione farà sapere con un mese di anticipo il luogo di svolgimento della manifestazione.
I premi delle varie sezioni consistono in: diplomi; partecipazioni a tutte le manifestazioni culturali riservati ai primi classificati; targhe e coppe per i finalisti e per le segnalazioni speciali al merito. Non è prevista nessuna quota di iscrizione. Gli autori dovranno inviare i loro testi indicando la sezione cui vogliono iscrivere le loro opere. Dovrà contenere la seguente dicitura: partecipazione Premio Joyce, indicando nome cognome, indirizzo, recapito telefonico, e riportare la seguente autorizzazione “Autorizzo l’uso dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 D.L. 196/2003”. Indirizzo di posta elettronica: amilcarefini@gmail.com

Non saranno considerati validi testi inviati in forma anonima. Potranno partecipare solo autori maggiorenni. L’organizzazione del Premio Joyce comunicherà i risultati del Concorso a tutti gli iscritti o tramite email o tramite posta tradizionale. La Redazione si riserva la possibilità di pubblicare una raccolta dei testi più rappresentativi tra quelli giunti al Premio Joyce. Gli autori prescelti saranno avvisati per autorizzare la pubblicazione e ricevere le informazioni di inserimento nel volume.

La giuria è composta da: Antonio Banfi (giornalista), Franco Orfini (autore), Marco Stanzani (regista teatrale), Claudio Armenise (editore), Francesca Marchini (direttore editoriale). A questo staff vanno aggiunti i lettori di diversi siti culturali on line che voteranno le opere in gara.